Ma come ti vesti?! Miccio vs. la ragazza blu

Libertà

Premessa: non sono una fashion blogger perché non ne sarei in grado, tanta stima per chi (come Enzo Miccio) lavora nel mondo della moda, ma oggi voglio parlare di qualcosa che mi prude un po’.

Il caso Miccio su Twitter

Questa mattina un Tweet di Enzo Miccio ha stuzzicato quella parte di me che vorrebbe poter uscire di casa in pigiama senza sentirsi squadrata e presa per pazza:

Il tweet di Enzo Miccio
Il tweet di Enzo Miccio

Nell’era digitale, il tweet in questione non è sfuggito alla malcapitata che ha, giustamente, risposto per le rime con un bel #macometipermetti.

Lo scopo della moda e quello che avviene in realtà

Capisco Enzo Miccio: come molti altri, ha fondato la sua carriera sull’apparire, sul dare consigli di stile e informare sulle mode del momento, ma le sue raccomandazioni vanno prese con le pinze. È capitato anche a me di guardare i suoi programmi. Sono d’accordo sul fatto che ogni donna debba poter indossare capi che la fanno sentire bella, che armonizzino la forma del suo corpo ed aumentino la sua autostima. Questo, secondo me, è il fine ultimo della moda: fornire spunti per trovare il proprio stile personale e sentirsi a proprio agio in ogni situazione.

Il messaggio che passa in questo caso specifico, invece, è che c’è un solo modo per vestirsi bene: vestirsi come Enzo Miccio comanda. Nella foto in questione, sono violati i seguenti comandamenti di Enzo: il tacco (se non sei alta 1,85) non può mancare, i capelli azzurri sono ridicoli e la felpa si usa solo in casa o in palestra. Per non parlare della sacca che, vabbè… non l’ha mica sfornata il Valentino di turno.

La moda è un’opinione

Quello che mi direbbe Miccio se leggesse questo blog...
Quello che mi direbbe Miccio se leggesse questo post…

Bene, innanzi tutto penso che per quanto il sig. Miccio sia competente e bravissimo nell’organizzazione di eventi e sfilate, non è il sommo possessore della classe e dell’eleganza. La moda è uno strumento, non una religione: se una donna si sente perfettamente adeguata con una felpa e dei jeans non c’è niente di male nell’indossarli. Uno stile può piacere o meno, si può anche decidere di non averne uno, ma non per questo le persone attorno a noi sono autorizzate (passami il termine) a sputtanarci su pubblica piazza, fossero anche il Dio della Moda in persona. Gli stilisti e i curatori d’immagine devono intervenire quando è la donna stessa a chiedere loro aiuto, restando comunque liberissima di non far propri quei suggerimenti. La moda, come molti altri aspetti della vita, è un’opinione.

Il problema del dress-code

Gli insulti, velati all’ombra del buongusto e della fashion addiction, capitano anche off-line a persone che lavorano in luoghi in cui si esige uno specifico dress-code. Ritengo che un lavoratore intento a pensare al dolore dei suoi piedi costretti in scarpe eleganti, sarà meno concentrato sul problema lavorativo che deve risolvere in quel momento. pazzah-enzo-miccioLa comodità è un’esigenza di cui la moda si infischia, ma di cui noi comuni mortali ci preoccupiamo ogni giorno. Qui le ragazze concorderanno con me: gli stilisti possono dire quello che vogliono, ma non esistono tacchi comodi.

L’abito si deve adeguare alle nostre esigenze di vita e non agli occhi di chi guarda. Può capitare di volersi “infighettare” per piacere anche ad altri ma, diciamoci la verità, è davvero un’esigenza necessaria nel quotidiano? Non so te, ma io non riuscirei a fare la pendolare (fuori casa per 13 ore al giorno) con il tailleur.

Secondo me… e secondo te?

Meno forma, più sostanza. Ecco cosa penso: una persona non vale quanto la sua tinta o la sua borsa di marca, vale quanto le sue capacità e la sua personalità.
La moda aiuta ad esprimerle e se una ragazza è briosa e alternativa come i suoi capelli azzurri, prima di giudicarla sarebbe meglio farci una chiacchierata… chissà, forse potrebbe aiutarci ampliare un po’ i nostri orizzonti.

Cosa è per te la moda? Come vivi il pregiudizio dell’abbigliamento? Mi piacerebbe davvero saperlo, perché spesso mi sento un alieno in un pianeta di gente da passerella.

A presto!

Ora tocca a te