Ma le stelle quante sono?

Ma le stelle quante sono? Giulia Carcasi - Recensione
Ma le stelle quante sono? Giulia Carcasi - Recensione

Ma le stelle quante sono? Una domanda che si fanno tutti i sognatori, almeno una volta nella vita. Non si sa se cerchiamo davvero una risposta o se ci piace complicarci quelle serate di aria fresca e naso in sù, ma nel frattempo questo libro ci racconta una storia, anzi due.

Un libro double face

Ma le stelle quante sono è una storia d’amore. Rassegnati: ogni tanto piacciono anche a me. Ha la particolarità di contenere due versioni di uno stesso racconto: da un lato la storia di Carlo, dall’altro quella di Alice. Io le ho lette in quest’ordine, ma credo che la sequenza di lettura sia indifferente. Non sto scherzando, bisogna proprio girare fisicamente il libro al rovescio per poter leggere prima una versione della storia e poi l’altra. Qualcuno potrebbe guardarti male, perchè; da lontano potrebbe sembrare che tu stia leggendo un libro al contrario… Ma che importa? Amare la lettura significa lasciare che ognuno si faccia la propria idea. Un po’ di eccentricità non ha mai fatto male a nessuno. 😉

Di cosa parla “Ma le stelle quante sono”?

Il romanzo è rivolto principalmente ad un pubblico di adolescenti, ma io una chance la concedo a tutto… Harry Potter era un libro per ragazzi e ha stregato tre generazioni. Perché non dare una possibilità anche ad altri autori? Il libro narra le vicende di due liceali, separate ma vicine, che ad un certo punto s’incontrano. I banchi di scuola diventano banco di prova della vita in cui affrontare prime volte e prime grandi sfide, per capire sé stessi e le proprie ambizioni. Tra maturità, primi amori e scontri con gli adulti, il romanzo scorre piacevolmente. Non ti dico altro perché odio gli spoiler e non voglio certo farne ai miei lettori.

Cosa ne penso

La storia é semplice, raccontata in maniera lineare, ma con alcuni passaggi davvero azzeccati. Ho trovato un po’ banale l’ambientazione: “Roma, Liceo classico” sa un po’ di già visto, come se non esistessero altre scuole superiori. Si può amare la letteratura anche se si è scelto di specializzarsi in servizi alberghieri, per esempio.
L’idea di riportare due punti di vista differenti della stessa storia è ben riuscita. Il racconto di Carlo mi sembra un po’ forzato in alcuni punti, ma la scrittrice è donna ed è sempre difficile far parlare il personaggio di un genere diverso dal proprio. Se le donne capissero completamente gli uomini e viceversa, la vita sarebbe un po’ più semplice per tutti, no?

Se avessi figli adolescenti glielo proporrei perché tratta temi sempre attuali a quell’età: amicizia, amore, sesso, scuola, famiglia… Insomma, tutto il repertorio alla Moccia, ma scritto meglio, più onesto e in meno pagine. Mi ha stupita la profondità di alcuni pensieri, che inizialmente credevo fossero un po’ troppo elaborati per due adolescenti. Poi mi sono ricordata che spesso i giovani sono più profondi degli adulti, perché hanno più tempo per riflettere prima di agire e maggiore paura di sbagliare (almeno spero sia ancora così).

Voto

Per me “Ma le stelle quante sono” è un 3 su 5. Raccontare la semplicità e renderla interessante non è da tutti, ma questa scrittrice ci è riuscita. Merita di essere letto perché racconta l’adolescenza com’è, senza fronzoli, senza eroi e antagonisti, solo persone con pregi e difetti e l’introspezione di due ragazzi insicuri su come vada affrontata la vita alla loro età. Lo consiglio a chi vuole regalare una bella storia ad un adolescente e a chi vuole ricordare quel periodo con un pizzico di nostalgia o di sollievo per non doverci passare di nuovo.

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