Fast Fashion – Non chiamatemi fashion blogger

Fast Fashion
Fast Fashion

Fast Fashion, definizione

La fast fashion è la moda “usa e getta”, caratterizzata da linee ispirate all’alta moda ma economiche. I brand che fanno fast fashion sono tutte le catene e i siti internet che offrono in continuazione nuove collezioni e sconti, a discapito della qualità.

Perché non parlo di fashion nel mio blog?

La moda. Una delle note dolenti del mio essere blogger. In passato, se mi chiamavano “fashion blogger” mi arrabbiavo. Non che le ritenga meno intelligenti o meno impegnate in ciò che è a tutti gli effetti un lavoro, ma odiavo il contorno dei loro fast fashion blog. Dopo aver fatto parte del mondo della moda per qualche anno, potevo ben immaginare la vita di un abito usato per un servizio fotografico: vive il suo momento di gloria, qualche ora sotto i riflettori e poi finisce (nel migliore dei casi) chiuso tristemente in un armadio. Forse i più fortunati passeranno da un set all’altro, per esempio per vestire le comparse di un film, ma i vestiti nel mondo della moda hanno una “scadenza” ed io non lo tolleravo per indole personale.

I brand fast fashion distruggono l’arte.

Mi è sempre piaciuta la moda, ma la ritengo un’arte e nessuno si sognerebbe mai di buttare i Girasoli di Van Gogh dopo due mesi perché è uscito un nuovo quadro. Ho sempre comprato solo capi che amavo e che volevo curare al meglio perché durassero nel tempo, quindi su di me i “fast fashion” brand non hanno mai avuto molta presa finché non ho iniziato a DOVER cambiare i vestiti PER FORZA. Mi sono accorta che gli indumenti che acquistavo non duravano più come prima, nonostante le riparazioni che continuavo a fargli e così iniziai a chiedermi perché non riuscissi più a trovare capi di qualità.

Poi venne l’influencer marketing (quello fatto male)

Poi arrivarono gli influencer: persone pagate per recensire prodotti e mostrarli sui propri social. Il lavoro è un po’ diverso da quello dei blogger ma l’informazione e la pubblicità sono la mia passione ed il mio lavoro. Non ci trovo nulla di male, finché non si arriva all’eccesso. Vedevo (e vedo) un sacco di siti di moda inviare capi a chiunque e offrire buoni sconto per spingerci ad acquistare sempre più capi, sempre più spesso e di qualità sempre più bassa. Ecco la definizione di fast fashion.

Per me cercare un’alternativa è stato il primo pensiero logico, ma ho notato che tra i ragazzi più giovani di me la tendenza era esattamente opposta: potevano essere pagati per avere tutti i vestiti all’ultimo grido, per somigliare sempre più ai propri idoli. Chi non sogna cose del genere in adolescenza? Hanno solo colto la palla al balzo: con pochi soldi compravano tanti vestiti e diventavano famosi sui social, per essere ammirati e ricevere gratis altri vestiti.

L’informazione conta tanto.

Forse non tutti hanno avuto l’educazione severa che mi hanno dato i miei genitori e forse io sono una piccola pentola di fagioli brontolona proprio per questo. Però penso che abbiano fatto bene, perché grazie ai loro “pensa con la tua testa, non seguire gli altri come una capra”, sono sempre stata una ragazza curiosa. Quando ho approfondito l’argomento “fast fashion” ci ho trovato un mondo terrificante, un mondo in cui penso che nessuno dovrebbe vivere né noi, né i nostri cari, né le future generazioni:

  • Sfruttamento dei lavoratori;
  • Sostanze tossiche;
  • Microplastiche;
  • Discariche a cielo aperto nei paesi poveri
  • Crisi dell’artigianato
  • Spostamento della produzione all’estero
  • ecc.

Se continuerai a seguirmi, leggerai altri articoli per approfondire l’argomento. Per ora ti consiglio di guardare il documentario “The true cost”, per farti un’idea delle conseguenze della moda usa e getta.

L’alternativa è la moda sostenibile.

Da oggi vorrei parlare con te di fast fashion e delle alternative migliori per invertire questa tendenza. Sai che tengo molto anche alla questione del risparmio, d’altronde non sono una ricca ereditiera, quindi ti mostrerò che anche con pochi soldi è possibile avere un armadio sempre più sostenibile. Ognuno di noi è chiamato nel suo piccolo a fare ciò che può e le alternative ci sono per tutte le tasche.

Ora tocca a te

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