3 alternative economiche alla fast fashion

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Il mio maglione preferito è di seconda mano

Se hai letto i miei due precedenti articoli, saprai perché non sono una fashion blogger e chi paga realmente il prezzo degli sconti pazzi. Oggi pensavo di parlarti anche del binomio moda-inquinamento, ma alcuni lettori mi hanno chiesto di leggere immediatamente delle alternative a questo mercato dell’orrore. In questo articolo parlerò di moda sostenibile e ti darò qualche dritta econimica per rendere il tuo armadio green.

I danni ambientali della fast fashion

Le Nazioni Unite hanno sottolineato il problema ambientale legato al mondo della moda. Ecco alcuni numeri che possono chiarire la gravità della situazione. In un anno:

  • La moda consuma il 20% delle risorse idriche globali.
  • Immette nell’ambiente il 10% dell’anidride carbonica totale.
  • L’85% dei vestiti prodotti finisce in discarica e solo l’1% riciclato.

Trovi l’articolo completo su D.Repubblica.

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Oltre a questi dati, sono da sottolineare:

  • L’eccessivo utilizzo di pesticidi inquinanti nella coltivazione del cotone destinato alle stoffe;
  • Le gigantesche discariche a cielo aperto di abiti che dall’occidente finiscono in Asia e Africa;
  • L’italianissima criminalità organizzata che mette mano anche nel riciclaggio di abiti usati.

La moda sostenibile è per ricchi?

Mi sento spesso ripetere “io vorrei tanto fare l’ecologista, ma la moda ecologica ed ecosostenibile costa cara”. Questa convinzione è strettamente legata ad un errore di definizione. Molti credono che la moda green sia soltanto la parte del settore che si avvale di tessuti naturali (spesso sperimentali), ancora costosi da produrre e quindi da comprare. Ad esempio seta, bambù, canapa, ligneah, la stoffa d’arancia e così via. Niente di più falso!

“Definizione di moda ecosostenibile: è una moda che ha lo scopo di ridurre l’impatto ambientale dei nostri abiti durante tutto il ciclo che va dalla produzione allo smaltimento.”

La produzione di abiti con materie prime di origine naturale è solo una piccola parte di questo settore della moda, ci sono altre attività che aiutano i nostri armadi ad essere più ecologici senza spendere un capitale.

Alternative economiche alla moda sostenibile

Il primo passo verso una moda più sostenibile è ridurre la produzione di abiti. Questo risultato si ottiene semplicemente abbassando la domanda di mercato, cioè smettendo di comprare vestiti. Non per sempre, è ovvio, ma magari prova a sfidare te stess* come ho fatto io: quest’anno ho deciso di non comprare abiti invernali nuovi e di usare solo quelli che avevo già nell’armadio. Se poi dovessi avere bisogno urgente di un capo d’abbigliamento, le alternative sono tante. Di seguito te ne mostro alcune.

1. Lo scambio

Solo nel 2018 l’industria della moda ha prodotto 154 miliardi di capi. Ma quelli che hai già che fine fanno? Spesso sono tristemente abbandonati sul fondo dell’armadio. Se hai abiti che non metti o che non ti piacciono più, scambiarli con amici e parenti potrebbe essere un buon modo per rifarsi in guardaroba a costo zero senza inquinare di più. 😉

2. Acquisto di abiti usati

Acquistare abiti usati può essere molto vantaggioso: spesso si trovano capi ormai fuori produzione o di firme pregiate ad un prezzo conveniente. Bisogna essere dei bravi “cercatori” e ci vuole un po’ di tempo, ma il risultato è garantito. Se nella tua città non ci sono mercatini dell’usato, puoi provare l’app Depop, io mi ci trovo molto bene! Se abiti a Milano, Roma, Torino o Pavia, di sicuro potrai trovare un negozio Humana: negozi di vestiti usati i cui utili sostengono progetti di cooperazione In Italia e nei paesi in via di sviluppo. Moda sostenibile ed etica!

3. Riparazioni e adattamenti

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Rasalana: un attrezzo che ho scoperto di recente

Se anche a te hanno insegnato a buttare via un capo al primo segno di cedimento, sappi che un buon modo per far durare di più i tuoi capi preferiti è prendertene cura. Impara a cucire. Ci sono riparazioni molto semplici che puoi fare da te, altre che richiedono l’aiuto di un sarto o una sarta. I vantaggi? Utilizzerai di più i tuoi vestiti, imparerai a cucire (dà soddisfazione, te lo assicuro) e sosterrai piccoli artigiani.
In più, un piccolo attrezzo che ti può tornare utile in questa stagione è un rasalana che ti permette di togliere i pelucchi dai maglioni. Lo conoscevi? Uno dei miei trucchetti preferiti per adattare i vestiti rovinati è quello di tagliare i jeans rovinati per farli diventare pantaloncini corti in esate: green fashion a costo zero 😀

Per questo articolo ti ho già trattenuto abbastanza, ma le alternative non finiscono qui e presto te ne mostrerò altre. Nel frattempo parleremo anche di riduzione dei rifiuti domestici. Continua a seguirmi!

Ora tocca a te

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