Abbigliamento Bozzato: abiti sartoriali per spose ribelli.

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Che bello tornare a scrivere qui, sul mio diario digitale che avevo un pochino abbandonato negli ultimi tempi. Proprio come facevo con il diario di carta da bambina, l’ho ripreso in mano dopo qualche tempo, l’ho sfogliato avanti e indietro e ho ricordato perché lo amo così tanto: è il posto in cui parlo a ruota libera di ogni argomento che susciti in me qualche emozione. Questa volta devo ringraziare Abbigliamento Bozzato per avermi ispirata.

Oggi parliamo di matrimonio

Hai sentito anche tu il tuono catastrofico che accompagnava il sottotitolo? Non sono una grande fan del “grande giorno”, devo ammetterlo. Da piccola, mentre le altre scarabocchiavano sui fogli sognando i primi baci, le prime volte e poi l’abito bianco per convolare a nozze con un fantomatico principe azzurro (nel film mentale interpretato da un Di Caprio ancora sbarbatello), io volevo solo un cane e una casa affacciata sull’acqua. Diciamo che con il cane ci siamo, la casa chissà… magari un giorno.

Dal sogno alla realtà

Intanto è giunta l’era dei matrimoni: amici e conoscenti si accingono all’altare uno dopo l’altro per proclamare il fatidico “sì”. Io ho (insapettatamente) un fidanzato meraviglioso ma non mi sento pronta neanche per firmare la carta fedeltà dell’Esselunga, figuriamoci sugellare il “finché morte non ci separi”!

Però quando si convive è inevitabile pensarci e confrontarsi sull’argomento. Lui la vive in maniera più classica: per lui il matrimonio è un momento simbolico da vivere con parenti e amici. Condividere la gioia dell’inizio di una famiglia.
Per me i “fiori d’arancio” sono solo l’aroma della pastiera e il matrimonio è più una questione legale che emotiva. Io lui e Mila siamo già una famiglia e il matrimonio ben venga, solo se può essere giuridicamente utile. Anche se lo fosse, mi basterebbe davvero presentarmi un giorno in comune con la marca da bollo da 16 euro, due testimoni e nostri i genitori (perché non sono del tutto senza cuore) per firmare i vari documenti e fine della storia.

Tutto il contorno fatto di inviti, confetti, cenoni, feste varie per me si potrebbe saltare a piè pari. Mediamente un matrimonio “classico” costa tra i 15.000 e i 20.000 euro. Credo che una giovane coppia possa spendere tutti quei soldi per scopi molto più utili al futuro di una famiglia.

Sì al rito civile, ma con stile

Una cosa che ho sempre adorato dei matrimoni, però, è l’eleganza. Non ho mai capito perché le persone si vestano bene solo per le cerimonie. Le donne e gli uomini ai matrimoni sfoggiano gli abiti e gli accessori migliori, si pettinano bene. Si sentono bellissimi e sono più felici. Non abbiamo il diritto di sentici stupendi più spesso? Io dico: un abito incantevole va usato, ternerlo nell’armadio è peccato.

Vale anche per l’abito da sposa: spesso viene scelto addirittura con più cura rispetto al futuro marito! Si passano mesi a cercare, guardare, provare, toccare, corteggiare l’abito dei sogni e alla fine lo si mette una sola volta. Un meraviglioso spreco di energie e denaro. Nel mio vocabolario “unicità” non è sinonimo di “spreco”.

Abbigliamento Bozzato, per le spose pragmatiche

Abbigliamento Bozzato è l’atelier che si rivolge alle spose ribelli e dotate di senso pratico, che vogliono investire su un meraviglioso abito di sartoria. Un abito di qualità farà la sua egregia fiura durante la cerimonia in Municipio, ma sarà anche riutilizzabile in altre occasioni. Da Abbigliamento Bozzato si possono addirittura provare gli abiti senza appuntamento, ma sempre con il supporto gratuito di un consulente dedicato, riducendo il livello di stress da preparativi.
In questo atelier, oltre agli abiti per gli sposi, puoi trovare l’abbigliamento per i testimoni e gli invitati che saranno eleganti e sofisticati, ma a prezzi moderati.

Se vuoi saperne di più su Abbigliamento Bozzato visita il loro sito.

Insoma, io sono decisamente una ribelle, ma sul matrimonio ho ancora dei dubbi. Tu cosa pensi del matrimonio? Hai già un’idea sul vestito che vorresti? Fammelo sapere nei commenti.

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9 Comments

  • Il matrimonio e l’abito sono tra quei sogni che da ragazzina si fanno sempre. Poi cresci e capisci che forse forse non serve un pezzetto di carta o una Chiesa a sancire il vero amore tra due persone. Eppure il sogno resta sempre che ci posso fare e l’idea di poter usare l’abito anche in altre occasioni mi stuzzica parecchio!

    • Cara Siomona, riutilizzare è un modo per fare bene non solo al portafogli, ma anche all’ambiente. Non so se hai letto i miei post sui danni della fast fashion. Questi abiti sartoriali, secondo me, sono una buona soluzione per vivere la magia di quel giorno e poterla ripetere anche in altre occasioni. 😉

  • Io ero una di quelle che non voleva sposarsi e poi l’ho fatto, anzi l’abbiamo fatto, in un modo tutto nostro. Doppio matrimonio, uno civile in piccolissimo, uno buddista con gli amici e i parenti stretti. È stato un bel momento! Mi piace l’idea che questo atelier si rivolga alle spose ribelli 🙂

    • Hai proprio centrato un punto fondamentale: gli sposi sono i protagonisti della cerimonia, quindi questa deve rispecchiare loro e il loro carattere. Sono contenta che ti sia piaciuto il mio post dedicato alle spose ribelli!

  • Sono andata a dare un’occhiata alle collezioni Bozzato e sono magnifiche 🙂 Al momento non devo sposarmi ma mi piacerebbe acquistare un abito per una cerimonia alla quale sono invitata a fine giugno.

  • Non ho mai avuto il sogno del matrimonio come molte ragazze ma alla fine mi sono sposata, non mi è mai importato degli abiti ma poi sono rimasta affascinata dagli atelier…almeno per il primo matrimonio
    Al secondo (sempre con lo stesso marito) invece ci siamo sposati a Las Vegas il celebrante era Elvis in una cucina anni 50…ovviamente anche L abbigliamento era differente 😊

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